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Marlean Ames ha intentato una causa per "discriminazione inversa" contro il suo datore di lavoro: ecco cos'è successo
Discriminata perché eterosessuale. Non si tratta di una provocazione, ma di quanto stabilito dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, chiamata a valutare il ricorso di Marlean Ames contro il suo datore di lavoro, il Dipartimento per i servizi alla gioventù dell’Ohio. All’unanimità, i giudici hanno dato ragione alla donna, che ha denunciato discriminazioni sul lavoro, dopo le sono stati tolti e negati incarichi poi affidati a colleghi gay.
Un caso di “discriminazione inversa” destinato a lasciare il segno, considerando che la Corte Suprema ha annullato la sentenza di un tribunale di grado inferiore che aveva respinto la causa intentata dalla Ames. Come evidenziato dal Washington Post, la decisione dei giudici renderà più facile a esponenti della maggioranza presentare ricorsi per discriminazione, dal momento che abolisce lo standard adottato da quasi metà delle circuiti federali che richiedeva per bianchi, maschi e etero uno standard più alto per dimostrare la discriminazione sul lavoro di quella richiesta ai membri delle comunità storicamente discriminate.






