Saranno 1.183.121 gli elettori chiamati alle urne in Liguria l'8 e 9 giugno per votare i cinque referendum popolari abrogativi sui temi del lavoro e della cittadinanza, di cui 620.093 donne (52,4%) e 563.028 uomini (47,6%). Lo comunica il ministero dell'Interno spiegando che saranno 1.785 le sezioni elettorali aperte nella Regione.
A livello nazionale gli elettori saranno 46.000.917 di cui 23.753.274 donne (51,6%) e 22.247.643 uomini (48,4%), più 5.302.299 all'estero per un totale di 51.303.216 elettori. Per la validità della consultazione referendaria popolare è necessario che si rechino alle urne ritirando le schede metà degli aventi diritto al voto più uno (50% più 1) quindi almeno 25.651.609 elettori.
In provincia di Genova gli aventi diritto al voto saranno 643.031, 213.818 a Savona, 168.598 alla Spezia e 157.674 a Imperia. Nel conteggio sono compresi gli elettori che per motivi di studio, lavoro o cure mediche, si trovino in un Comune di una provincia diversa da quella del comune di iscrizione elettorale, ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio.
I quesiti riguardano l'abrogazione della disciplina dei licenziamenti illegittimi nel contratto di lavoro a tutele crescenti prevista dal Jobs Act, l'abrogazione parziale della normativa sui licenziamenti e la relativa indennità nelle piccole imprese, l'abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi, l'abrogazione dell'esclusione della responsabilità solidale del committente, dell'appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici, e la cittadinanza italiana con il dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana.














