ROMA. Don Coluccia ancora nel mirino. Una scritta contro il prete, impegnato da sempre nella lotta alla droga, è apparsa al Quarticciolo. «Don Coluccia verme»: questo il testo scritto in rosso sul muro del quartiere popolare alla periferia di Roma. È solo l'ultimo degli episodi intimidatori che hanno visto come vittima il sacerdote pugliese che vive una vita sotto scorta e da 25 anni combatte in prima linea lo spaccio di sostanze stupefacenti. A settembre, in zona Quarticciolo, il prete - nel corso di un corteo per la sicurezza -, era stato accolto con minacce, insulti e lanci di sassi e bottiglie da cui - come già accaduto in passato - lo ha salvato la scorta. «Sei un Buscetta», «hai le ore contate, ti ammazziamo», le aggressioni verbali rivolte al sacerdote.

«Tornerò, io mi sono reso disponibile per offrire un servizio alla città. Una città che si commuove, ma non si muove. Continuerò sempre a lottare per la legalità per i cittadini onesti che abitano in questo quartiere», aveva detto Coluccia in relazione all'episodio. Un anno prima un un uomo aveva cercato di investirlo durante un corteo per la legalità organizzato a Tor Bella Monaca. L'aggressore, che aveva provato ad investirlo con uno scooter, era stato ferito con un colpo di pistola al braccio, sparato da uno degli agenti del reparto scorte della polizia di stato addetti alla tutela del religioso. Uno dei poliziotti è rimasto ferito mentre provava a bloccare l'uomo in motorino che è stato fermato e portato in ospedale.