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5 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:19
Sanzionare il senatore di FdI Alberto Balboni, presidente della Commissione Giustizia di palazzo Madama, che mercoledì, durante la discussione in Aula del decreto Sicurezza, ha rivolto frasi “gravemente offensive” alle opposizioni, “accostandole in più occasioni alla criminalità organizzata”. Lo hanno chiesto i capigruppo dei quattro partiti di centrosinistra – Pd, M5s, Avs e Italia viva – in una lettera indirizzata al presidente del Senato Ignazio La Russa. Il riferimento è all’intervento in cui Balboni ha prima accusato i colleghi del centrosinistra di stare “dalla parte della criminalità organizzata rispetto alla povera gente”, poi di “andare a trovare i terroristi e i mafiosi in carcere”, in riferimento alla vecchia visita dei parlamentari dem all’anarchico Alfredo Cospito durante il suo sciopero della fame. Parole che hanno portato a una rissa sfiorata nell’emiciclo e sono state oggetto di una doppia censura da parte della vicepresidente di turno dell’assemblea, la dem Anna Rossomando.
“La gravità delle frasi pronunciate dal senatore Balboni ha oltrepassato ogni limite di rispetto istituzionale che merita senza alcun dubbio di essere ulteriormente e fermamente stigmatizzata in sede disciplinare”, scrivono Francesco Boccia, Stefano Patuanelli, Peppe De Cristofaro e Raffaella Paita. “Chiediamo, pertanto, che il Consiglio di presidenza del Senato venga convocato con urgenza per valutare l’adozione di una sanzione adeguata e opportuna. Ci preme infine sottolineare l’ovvio, ossia che simili comportamenti sono platealmente incompatibili con il ruolo di presidente di Commissione, ruolo che, per natura e funzione, richiede equilibrio, rispetto tra le parti e una posizione di garanzia nei confronti di tutte le forze parlamentari. La reiterazione di atteggiamenti provocatori, offensivi e lesivi dell’onorabilità dei senatori e del Senato, da parte del senatore Balboni, compromette irrimediabilmente il clima di confronto necessario per l’efficace e sereno svolgimento dei lavori della Commissione”, concludono.







