Gabriele D'Annunzio nelle sue numerose sfaccettature e gli intrecci della sua traiettoria con diversi momenti chiave della storia italiana: sono stati questi i temi principali dell'incontro 'D'Annunzio.

La vita come opera d'arte', tenutosi ieri sera presso l'Istituto Italiano di Cultura (Iic) di Madrid con la partecipazione di Giordano Bruno Guerri, uno dei massimi esperti su questa celebre figura letteraria e autore di un libro dallo stesso titolo di questo evento.

Storico, scrittore e giornalista, nonché presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, dal palco dell'Iic Guerri ha tracciato un percorso minuzioso e completo sulla storia personale e intellettuale di D'Annunzio.

"È sostanzialmente un uomo del Rinascimento, un genio rinascimentale piombato tra '800 e '900", ha detto, ampliandone poi la descrizione per definirlo come "grande poeta, grande scrittore, grande commediografo, grande seduttore, dandy, maestro di eleganza, eroico guerriero, conquistatore di città".

Guerri si è anche soffermato sui "pregiudizi" generalmente diffusi rispetto a D'Annunzio, a suo avviso "totalmente sbagliati": ad esempio, il fatto che sia stato descritto come un uomo di "abitudine spendereccia" e che si circondava di amanti.