Donald Trump sarebbe stato decisivo. Seppur a sua insaputa. A far riscoppiare la scintilla tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni sarebbe stato infatti il tycoon, con una serie di mosse sullo scacchiere internazionale che avrebbero finito per agevolare la premier. Ma riavvolgiamo indietro il nastro per unire i puntini e capire cosa c'è dietro l'iniziativa del presidente francese. Perché, come ha tenuto a rimarcare l'Eliseo in più occasioni, è stato Macron a cercare l'incontro con Meloni: «Giorgià, on se voit?», la richiesta scattata in una telefonata seguita alla call con cui il presidente statunitense ha aggiornato i leader europei della chiamata con Vladimir Putin.

Appena quattro giorni prima Meloni restava fuori, letteralmente esclusa, da un'altra call: a chiamare Trump da Tirana - a margine dei lavori del vertice della Comunità politica europea - i "volenterosi" Macron, Merz, Starmer, Tusk per parlare dei negoziati di Istanbul e del percorso verso un cessate il fuoco in Ucraina. Presente anche il presidente Volodymyr Zelensky. Ne scoppia un caso, con la diplomazia italiana che non manca di manifestare il proprio disappunto per l'esclusione della premier. Ne segue un botta e risposta a mezzo stampa che assomiglia a una zuffa tra cane e gatto.