A suon di tre set a zero, Jannik Sinner è approdato al penultimo atto del Roland Garros, secondo slam stagionale, e adesso "non vede l'ora" di giocare la semifinale. "Spero di essere pronto e spero che sia una partita di grande qualità", ha detto l'altoatesino appena dopo aver saltato a piè pari anche l'ostacolo Alexander Bublik, con la prospettiva di affrontare per un posto in finale Novak Djokovic.

Il serbo ha battuto in rimonta il tedesco Alexander Zverev, imponendosi 4-6, 6-3, 6-2, 6-4 dopo oltre tre ore di gioco. Il 38enne ha lottato, faticato e messo in mostra ancora una volta il suo enorme repertorio per guadagnarsi l'ennesima semifinale a Parigi, dove ha vinto tre volte, l'ultima nel 2023. Sinner ha dominato la sua sfida col kazako, come aveva fatto nelle precedenti quattro sulla terra rossa francese. Venerdì prossimo, l'asticella senza dubbio si alzerà ma, rispetto agli Internazionali di Roma, anche il n.1 al mondo è molto cresciuto, nella forma e nella consapevolezza. Così l'Italia sogna, visto che l'altra semifinale avrà protagonista un altro azzurro, Lorenzo Musetti, chiamato a stoppare il cammino di Carlos Alcaraz. Era successo una volta sola, 65 anni fa, di avere due azzurri nel penultimo atto a Parigi: nel 1960 l'impresa riuscì a Orlando Sirola e Nicola Pietrangeli, il quale poi vinse il titolo battendo il francese Robert Haillet e vendicando il connazionale. Sinner si è assicurato la seconda semifinale di fila con una vittoria quasi spietata contro l'estroso Bublik, che però naviga oltre 60 posizioni in meno in classifica. Il punteggio di 6-1, 7-5, 6-0 ottenuto in neanche un'ora e 50 minuti di gioco è la fotografia di un match che ha mostrato solo qualche momento di reale confronto. "Ho cercato di concentrarmi su me stesso, di rimanere il più solido possibile, perché Bublik può avere alti e bassi - ha commentato l'azzurro -. Sono soddisfatto della mia prestazione, è stata buona. Contro questo tipo di giocatori bisogna essere molto costanti. Quindi sono molto contento di come sono arrivato in semifinale, perchè le semifinali nei tornei del Grande Slam sono davvero speciali".