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4 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 19:18

Un dominio, di nuovo. Jannik Sinner torna in semifinale al Roland Garros. Il russo-kazako Aleksandr Bublik non ha potuto niente: il numero uno del mondo ha vinto in tre set per 6-1, 7-5, 6-0. Un trionfo che, insieme alla vittoria di Lorenzo Musetti nell’altro quarto di finale, regala all’Italia una nuova pagina storica: in campo maschile, infatti, il tennis azzurro era riuscito a piazzare due atleti in semifinale di uno Slam soltanto un’altra volta, 65 anni fa. Era il 1960, sempre a Parigi, e ad arrivarci furono Nicola Pietrangeli (che poi vinse il torneo) e Orlando Sirola. Sinner si presenta così al penultimo atto del Roland Garros senza aver ancora perso un set, e adesso attende il vincente della sfida tra Alexander Zverev e Novak Djokovic.

Una vittoria inevitabile, ancora una volta, ma con alcuni elementi di diversità rispetto alle precedenti uscite. Quella contro Bublik è stata infatti una partita sì controllata dal primo all’ultimo punto, ma in cui la soglia di attenzione del numero uno del mondo si è dovuta alzare: non tanto nel primo e nel terzo set – dominati in lungo e in largo – quanto nel secondo. Qui il kazako ha mostrato tutto il talento e l’imprevedibilità che l’hanno portato alla qualificazione ai quarti: accelerazioni improvvise, palle corte, chop di diritto, servizio potente, back di rovescio insidiosi. D’altronde non si battono Alex De Minaur e Jack Draper per caso. Sinner ha gestito tutto questo senza mai rischiare o perdere il controllo della situazione, senza mai dare ossigeno alle speranze di Bublik. Ha lasciato sfogare il rivale rimanendo concentrato e calmo, consapevole che sarebbe bastato poi sferrare il colpo nel momento clou per far cadere ogni confidenza. Ed è proprio quello che è successo. Un secondo set lungo 44 minuti, di grandissima utilità in vista della semifinale e dell’eventuale finale, soprattutto da un punto di vista emotivo: un modo anche per mettersi alla prova con un avversario diverso da ogni altro.