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"Gli 007 non ascoltarono Fanpage". Casarini intercettato con 5S e Pd al governo

Che il caso clamoroso di Paragon, il diabolico software usato per spiare giornalisti e attivisti pro-immigrati, fosse stato un po' gonfiato era una impressione che tra gli addetti ai lavori circolava da tempo. Ora arriva la chiusura dell'inchiesta del Parlamento, ed il risultato è ancora più tranquillizzante. I servizi segreti italiani non hanno mai spiato, né con Paragon né con altri mezzi, il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, che aveva fatto esplodere il caso con la sua denuncia di essere «attenzionato» dalla nostra intelligence. Sono stati invece effettivamente intercettati Luca Casarini e Beppe Caccia, attivisti di Mediterranea, ong specializzata nel salvataggio di profughi: peccato che a dare il via alle spiate dei servizi ai danni dei due sia stato il governo Conte seconda versione, quello composto dai 5 Stelle e dal Partito democratico: lo stesso Pd che nelle settimane scorse ha invocato inchieste parlamentari e trasparenza. «Il governo rompa il silenzio», aveva detto Sandro Ruotolo della segreteria dem. Ma ad avviare le operazioni era stato il governo col Pd, dove il premier Conte aveva tenuto per sé il ruolo di autorità delegata all'intelligence: fu lui dunque a dare il via libera alla richiesta dei servizi di spiare Mediterranea, e fu la Procura generale di Roma a venirne informata. Lo strumento iniziale non fu il software Paragon, e l'iniziativa venne proseguita anche sotto i governi successivi: ma la sostanza non cambia.