Il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo disegno di legge annuale per la concorrenza. Il quinto in totale, e il terzo del governo Meloni, da quando nel 2009 fu introdotto l’obbligo per l’esecutivo di presentare ogni anno un provvedimento alle Camere. Si tratta di una riforma inserita nel Pnrr, da approvare in Parlamento entro fine anno.

Il Ddl, nove articoli in tutto, prevede che, in caso di gestione insoddisfacente dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (da accertare sulla base di tre indicatori), i Comuni con oltre 5mila abitanti devono adottare un atto di indirizzo con cui imporre al gestore azioni correttive, con la possibilità anche della revoca. Scatteranno inoltre sanzioni - da 5mila a 500mila euro - per l’omessa pubblicazione della ricognizione sull’andamento. Un cambiamento forse più rilevante riguarda il trasporto pubblico regionale (sia ferroviario sia su gomma), perché vi si applica per la prima volta l’obbligo di motivazione di affidamenti senza gara che è già in vigore per i servizi pubblici locali, con l’aggiunta delle nuove disposizioni prima citate su ricognizione dei risultati e azioni correttive (con relative sanzioni). L’Authority dei trasporti dovrà adottare, entro il 2026, delle linee guida per migliorare la qualità dell’affidamento del servizio.