Disegno, performance, video, film, installazioni e opere cinetiche. Macchine che intrecciano l’umano, l’animale e il meccanico fino a creare quello che Marcella Beccaria – curatrice della mostra Cutting Through the Past, fino al 21 settembre al Castello di Rivoli - definisce “un inquietante cosmo performativo, nel quale sono protagonisti stati quale desiderio, ossessione, speranza e paura.
Siamo dentro la Manica Lunga, il piano più alto del Museo d’Arte Contemporanea sito a mezz’ora d’auto dal centro di Torino. La protagonista Rebecca Horn (1944-2024), a cui è dedicata la mostra, non c’è fisicamente, ma la sua presenza – fatta di oggetti, immagini, colori, disegni, linee, musiche ed emozioni più disparate – continua a parlare (di e) per lei.
Cutting Through the Past
Cutting Through the Past - la prima retrospettiva a lei dedicata in un museo italiano e la prima grande esposizione dopo la sua recente scomparsa - “è un percorso attraverso oltre 50 anni di lavoro” – ci spiega la curatrice – “riconoscendo il valore di una ricerca quanto mai attuale, anticipatrice del contemporaneo pensiero multispecie e dei possibili nuovi comportamenti ed emozioni che derivano dall’interazione con le complesse e pervasive tecnologie con cui viviamo”.








