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Ultimo aggiornamento: 17:58

Dopo lo storico scontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale con al centro l’accordo sulle “terre rare” e la successiva riappacificazione che ha portato alla firma di un’intesa tra Kiev e Washington, ora anche la Ue spinge l’acceleratore sulla collaborazione con l’Ucraina nell’approvvigionamento di risorse minerarie strategiche. Un progetto per l’estrazione di grafite a Balakhivka, 350 km a sud di Kiev, è infatti tra i tredici selezionati da Bruxelles per diversificare le importazioni di materie prime, tra cui anche terre rare.

Tra i progetti, dieci riguardano materie prime fondamentali per veicoli elettrici, batterie e sistemi di accumulo, tra cui litio, nichel, cobalto, manganese e grafite. Due interventi in Africa, invece, sono dedicati all’estrazione di terre rare, necessarie per la produzione di magneti ad alte prestazioni utilizzati nelle turbine eoliche e nei motori elettrici. Altri progetti coinvolgono materiali come il rame, con impieghi dalle reti elettriche alla microelettronica, e il tungsteno e il boro, utilizzati nell’automotive, nelle rinnovabili, nell’aerospazio e nella difesa. I progetti beneficeranno da parte dell’Ue e delle sue istituzioni di agevolazioni per l’accesso ai finanziamenti e per i contatti con possibili acquirenti interessati. L’investimento per l’avvio delle attività è di circa 5,5 miliardi di euro.