Un nuovo banco di prova per la teoria di riferimento della fisica contemporanea (Modello Standard) ecco cosa rappresenta la nuova misura eseguita con una precisione record (che sarà imbattibile per molti anni a venire) della cosiddetta anomalia magnetica del muone, una particella fondamentale simile all'elettrone ma circa 200 volte più massiccia.
Il risultato, presentato in un seminario scientifico al Fermilab e in via di pubblicazione sulla rivista Physical Review Letters, è stato ottenuto dall'esperimento Muon g-2, ospitato dal Fermi National Accelerator Laboratory del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e condotto da una vasta collaborazione internazionale cui contribuiscono numerosi ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
Il risultato concorda con quelli pubblicati nel 2021 e nel 2023, ma è stato ottenuto con una precisione molto maggiore: 127 parti per miliardo, un valore che addirittura supera l'obiettivo del progetto sperimentale originale pari a 140 parti per miliardo. I muoni, protagonisti dell'esperimento Muon g-2, possiedono la proprietà quantistica chiamata 'spin', che li rende simili a piccoli magneti: in presenza di un campo magnetico esterno, eseguono un moto rotatorio detto di precessione, simile a quello di una trottola inclinata rispetto a un asse verticale. La velocità di precessione dipende dalle proprietà del muone, descritte da un numero chiamato 'fattore g', a cui quasi cento anni fa i fisici teorici attribuirono un valore pari a 2 sulla base di quanto descritto dal Modello Standard delle particelle elementari. Ben presto, però, le misurazioni sperimentali dimostrarono che g si discostava leggermente da 2 (era appena più grande), a causa di una quantità nota come anomalia magnetica del muone.






