Dopo l’esperienza all’ultimo Festival di Sanremo con “La tana del granchio” (“è stata un po’ una mission impossible che però mi ha confermato che le cose originali, spesso, possono creare delle buone vibrazioni”), Bresh è pronto per pubblicare il suo nuovo album “Mediterraneo” venerdì 6 giugno. L’opera migliore di uno dei cantautori più talentuosi della nuova generazione. Canzoni che raccchiudono un certo fatalismo, ma anche la speranza per il futuro, per non essere fagocitati dalla durezza della vita.
“Questo disco è un po’ come la marea dell’umore, un’autoanalisi, come tutta la musica che ho sempre fatto. – ha detto il cantautore -Il nome deriva dal fatto che una sera mi sono reso conto di quanto possa stare bene, senza avere bisogno di altro, vivendo in una terra con intorno il mare. Con tutto il rispetto per quello che sta succedendo, invece, ovviamente in Oriente”.
E ancora: “Mediterraneo chiude la mia trilogia di album con Che io mi aiuti (2020) e Oro Blu (2022). Qui c’è come elemento fondamentale l’acqua, il mare e quindi ci tenevo anche appunto dare un nome finale al mio mare preferito che è il Mediterraneo. Il trailer per il lancio del disco è stato girato a dicembre, a Tenerife, e ci sembrava giusto dare un’immagine abbastanza leggera e spensierata di come si possa evadere, ma allo stesso tempo mantenere un piede nella realtà. Ho nuotato al freddo nell’Oceano. Penso di essere stato odiato perché i ragazzi che hanno lavorato con me hanno sofferto tutti il mal di mare. Gli unici che stavano bene eravamo io e due bambini”.







