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La mail di cui si parla così tanto era già stata al centro delle indagini e la persona a cui avrebbe fatto riferimento la vittima era stata identificata

Attorno al caso di Garlasco si è scatenata una nuova febbre mediatica. La riapertura di un fascicolo inerente il caso dell'omicidio di Chiara Poggi a 18 anni dai fatti ha riacceso l'interesse su uno dei delitti che più hanno colpito l'opinione pubblica del Paese negli ultimi vent'anni. La procura di Pavia, ora guidata da Fabio Napoleone, ha deciso di riprendere in mano il caso per verificare se non vi possano essere verità alternative a quella acclarata con la condanna definitiva di Alberto Stasi per l'omicidio dell'allora fidanzata. In questa nuova fase c'è stata un'iscrizione nel registro degli indagati, che è quella di Andrea Sempio, ma mentre la procura lavora in vista dell'incidente probatorio, la rilettura delle vecchie carte ha fatto riemergere elementi che erano stati dimenticati dall'opinione pubblica, ma non da avvocati e magistrati. Tra questi c'è lo scambio di e-mail tra la vittima e un'amica in cui si fa riferimento a un "piccione", che ha dato il via a numerose, e fantasiose, ipotesi sugli "intrallazzi" (come li definisce lei stessa in un passaggio di quella corrispondenza) di Chiara.