Dopo aver raccolto quasi mille firme «in difesa della scuola pubblica e democratica», qualche centinaio di insegnanti e studenti si è radunato in presidio sotto l’Ufficio scolastico regionale in corso Vittorio Emanuele 70 a Torino. Sono i docenti dell’istituto Colombatto, del Peano, del Curie Vittorini e del Norberto Rosa di Susa: le scuole superiori che negli ultimi mesi sono state raccontate, anche da La Stampa, per problemi interni e proteste nei confronti dei rispettivi dirigenti.

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Dopo mesi di tensioni si sono presentati in circa duecento per chiedere al direttore generale Stefano Suraniti di prendere provvedimenti «contro la deriva burocratico-autoritaria dei dirigenti manager, in difesa degli organi collegiali» hanno scritto i manifestanti in un comunicato, sostenuti da Assemblea scuola Torino e dai sindacati Flc Cgil, Cobas scuola, Cub sur, Usb Pi.

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Un presidio che nasce da «uno stato di malessere comune di chi abita la scuola, aggravato dal silenzio istituzionale». E nel nome di questa volontà di dialogo, una delegazione è in questo momento ricevuta da Suraniti. Gli altri, nel frattempo, si spostano in piazza Carlo Felice, dove dalle 16,30 hanno organizzato momenti di dibattito, assemblee e performance di vario tipo.