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Il racconto al Messaggero: "E' inaccettabile. Un altro mio figlio, che ha un tumore, è stato subito visitato e per fortuna non ha subito complicazioni"
© Ansa
"Non è accettabile in un'epoca tecnologica come questa che succedano queste tragedie". Lo ribadisce al Messaggero il papà dei bambini intossicati dal cloro mentre, il 2 giugno, giocavano in una piscina di un circolo privato nel quartiere la Borghesiana, a Roma. Tre dei suoi bimbi, uno dei quali ora è intubato in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Umberto I, sono stati ricoverati dopo l'esposizione alla sostanza corrosiva fuoriuscita in maniera anomala dai bocchettoni dell'acqua della piscina. Sulla vicenda ora indaga la magistratura che ipotizza il reato di lesioni gravissime. In tutto i minori intossicati sono stati cinque.
"Adesso siamo solo in ansia per nostro figlio di nove anni, ma contiamo che vengano chiarite le responsabilità di quanto accaduto perché non è possibile che succedano cose come questa in un periodo in cui è tutto molto controllato", ha affermato l'uomo, un militare, che il giorno della tragedia non si trovava con la famiglia poiché era presente per lavoro alla parata del 2 giugno. "Doveva essere una bella giornata e invece per loro è accaduto l'inspiegabile", ha sottolineato. Ad avvertirlo è stata la moglie: "Mi ha chiamato per dirmi 'siamo in ospedale', non ci potevo credere, poi mi ha raccontato del cloro e siamo qui, in attesa, in preda alla disperazione, con troppe domande che attendono una risposta".






