Pornhub ha sospeso il servizio in Francia. Il gruppo Aylo, proprietario delle piattaforme pornografiche più visitate al mondo, ha infatti sospeso l'accesso ai contenuti per adulti delle sue tre piattaforme principali, YouPorn, Pornhub e RedTube, dal pomeriggio di mercoledì 4 giugno, in segno di protesta contro l'obbligo di implementare sistemi di verifica dell'età imposto dal governo francese. La decisione, che colpisce il secondo mercato più grande dell'azienda dopo gli Stati Uniti, rappresenta un'escalation nella battaglia tra l'industria dell'intrattenimento per adulti e le autorità di regolamentazione nazionali ed europee, al punto che la questione ha assunto dimensioni continentali con l'avvio di indagini formali da parte della Commissione Europea contro quattro grandi siti pornografici. La Francia è il secondo mercato per Pornhub dopo gli Stati Uniti.La battaglia francese contro l'accesso dei minoriLa mossa di Aylo è uno scontro frontale con l'Autorità di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale francese (Arcom), che ha stabilito requisiti tecnici stringenti per la protezione dei minori online. Secondo i dati dell'autorità di vigilanza, infatti, 2,3 milioni di minori visitano siti pornografici ogni mese in Francia, rappresentando il 12% del totale degli utenti, una percentuale che è aumentata di 9 punti percentuali negli ultimi cinque anni, passando dal 19% alla fine del 2017 al 28% alla fine del 2022.La nuova normativa francese, entrata in vigore con la legge Sren nel maggio 2024, impone ai siti pornografici di implementare sistemi di verifica dell'età che vadano oltre il semplice clic su "Ho più di 18 anni". I siti devono ora utilizzare terze parti indipendenti per verificare l'età degli utenti attraverso metodi come l'analisi di documenti d'identità, la stima dell'età tramite selfie o l'utilizzo di carte di credito, garantendo peraltro il cosiddetto "doppio anonimato" per proteggere la privacy degli utenti.Solomon Friedman, vicepresidente per la conformità di Ethical Capital Partners (la holding di Aylo), ha definito la legge francese pericolosa e inefficace, sostenendo che la verifica dovrebbe avvenire a livello di sistema operativo dato che Google, Apple e Microsoft hanno già le capacità integrate per verificare l'età degli utenti. Dal canto suo, l'Arcom ha replicato che Aylo ha scelto di sottrarsi all'imperativo di protezione dei minori quando, invece, esistono già numerose soluzioni tecniche disponibili sul mercato.L'Europa si prepara con una soluzione unificataUna di queste soluzione potrebbe arrivare proprio dall'Ue. Mentre la Francia procede autonomamente, infatti, Bruxelles sta sviluppando una strategia coordinata che culminerà nel lancio di un'applicazione europea di verifica dell'età prevista per luglio 2025. La Commissione Europea ha annunciato che questa app rappresenterà una soluzione temporanea fino all'introduzione del portafoglio di identità digitale europeo, previsto per la fine del 2026.L’applicazione è stata realizzata da T-Scy, un consorzio formato dalla svedese Scytales, specializzata in identità digitale, e da T-Systems International, controllata dal gruppo tedesco delle telecomunicazioni Deutsche Telekom. Il progetto, finanziato con un contratto da quattro milioni di euro, si basa su tecnologie crittografiche avanzate come la Zero knowledge proof: algoritmi matematici che consentono di dimostrare il possesso di un’informazione senza rivelarla. In pratica, l'utente potrà confermare di essere maggiorenne attraverso un processo che coinvolge tre attori: l'app verifica l'età reale dell'utente tramite documenti ufficiali, esegue il calcolo crittografico, e comunica al sito web solo il risultato binario "maggiorenne sì/no" senza trasmettere l'età esatta, il nome o altri dati personali dell'utente. L'app funzionerà come una soluzione "white-label", ovvero un prodotto base generico che ogni stato membro potrà personalizzare con il proprio marchio nazionale, traducendola nella propria lingua e adattandola alle specifiche nazionali, ma mantenendo gli stessi standard tecnici per garantire l'interoperabilità in tutta l'Unione.Le indagini dell'UeIntanto però la Commissione ha già avviato (il 27 maggio) delle indagini formali contro quattro grandi siti pornografici – Pornhub (di proprietà di Aylo), Stripchat (controllato dalla cipriota Technius Ltd), Xnxx (di NKL Associates, Repubblica Ceca) e XVideos (gestito da WebGroup Czech Republic) – per presunte violazioni del Digital Services Act, il nuovo pacchetto comunitario sui servizi digitali. Anche in questo caso l'accusa è quella di non aver implementato misure sufficienti per verificare l'età degli utenti e proteggere i minori dall'accesso a contenuti inappropriati. Una situazione che evidenzia le complessità interpretative del regolamento europeo entrato in vigore nel febbraio 2024: l'Articolo 28, paragrafo 1 del Dsa richiede infatti alle piattaforme di implementare misure "appropriate e proporzionate" per garantire un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione dei minori, ma il paragrafo 3 dello stesso articolo stabilisce esplicitamente che "la conformità agli obblighi stabiliti in questo articolo non obbliga i fornitori di piattaforme online a processare dati personali aggiuntivi al fine di valutare se il destinatario del servizio è un minore".Questo significa che le piattaforme devono proteggere i minori senza poter richiedere documenti di identità, dati anagrafici o altre informazioni personali per verificare l'età degli utenti. Il legislatore europeo ha infatti voluto evitare che la protezione dei minori diventasse un pretesto per la raccolta massiva di dati personali, creando però un dilemma operativo: come distinguere efficacemente tra utenti maggiorenni e minorenni senza conoscerne l'età? Secondo la Commissione, soluzioni tecnologiche per una verifica dell’età rispettosa della privacy sono già disponibili sul mercato. Tuttavia, l’assenza di standard comuni e la mancanza di interoperabilità tra i sistemi adottati nei diversi stati membri ne limitano l’efficacia e l’adozione su scala europea.
Perché Pornhub ha bloccato l'accesso in Francia
Il gigante dell'industria pornografica ha sospeso i servizi insieme a YouPorn e RedTube per opporsi alle nuove regole di verifica dell'età decise da Parigi, mentre l'Unione Europea prepara una propria applicazione per l'estate












