di

Ruggiero Corcella

Sebbene l'uso del taser su individui sani in contesti controllati sembri comportare rischi minimi, l'applicazione in situazioni reali, soprattutto su soggetti vulnerabili o con condizioni mediche preesistenti, può implicare rischi significativi, inclusi aritmie cardiache, compromissione cognitiva e, in rari casi, la morte

Un'altra persona è morta dopo essere stata colpita con il taser dai carabinieri: si tratta di un uomo di 47 anni di origini albanesi che è deceduto a Sant'Olcese, sulle alture di Genova, nella serata di domenica. I colpi, secondo gli inquirenti, potrebbero aver provocato nell'uomo un arresto cardiaco. E non si tratta di un caso isolato. Sempre domenica, un 57enne è morto in ambulanza mentre veniva trasportato in ospedale, dop essere stato colpito col taser dai carabinieri in seguito ad un'aggressione a passanti ed agli stessi militari ad Olbia. La vittima si chiamava Giampaolo Demartis ed era originario di Bultei, comune del Sassarese. Lo scorso giugno un giovane è morto a Pescara per un arresto cardiocircolatorio dopo un malore. Secondo le prime informazioni, il decesso sarebbe sopraggiunto dopo l'utilizzo del taser da parte della Polizia, nei locali della Questura del capoluogo adriatico. Non è emersa una correlazione accertata tra l'utilizzo del taser e l'arresto cardiaco. Solo l'autopsia potrà chiarire l'accaduto e le cause del decesso. La vicenda, comunque, solleva interrogativi, già emersi in passato, sulla pericolosità o meno di queste armi. Ma come funzionano e quali sono gli effetti della scarica erogata sul corpo umano?