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Il candidato dell’opposizione, Lee Jae-myung del Partito Democratico (centrosinistra), ha vinto le elezioni presidenziali in Corea del Sud: ha battuto il conservatore Kim Moon-soo del Partito del Potere Popolare, lo stesso dell’ex presidente Yoon Suk-yeol, rimosso dall’incarico dopo che lo scorso dicembre aveva tentato di imporre la legge marziale. Yoon era stato messo sotto impeachment, e tutta la situazione ha aperto un’enorme crisi nella politica sudcoreana.
Il Partito Democratico è progressista per gli standard della Corea del Sud, che ha una società piuttosto conservatrice e patriarcale. Lee fa parte dell’ala più progressista del partito, ma ha comunque posizioni da conservatore in materia di diritti delle persone LGBT+ e di diritti delle donne.
Il Partito del Potere Popolare, che è di destra e negli ultimi anni ha radicalizzato molte sue posizioni, aveva problemi di consenso già prima della legge marziale. Ad aprile dell’anno scorso infatti aveva perso nettamente le elezioni politiche. A differenza del predecessore, quindi, Lee avrà la maggioranza nel parlamento unicamerale, dove il suo partito controlla 171 seggi su 300.
Sostenitori del Partito Democratico di Lee Jae-myung festeggiano in piazza a Seul, il 2 giugno (AP Photo/Lee Jin-man)












