di Paolo Salom
Lee Yae-myung, candidato dei Democratici (centro-sinistra) ha vinto, secondo gli exit poll: questo potrebbe dare il via a un periodo in cui lo stesso partito controlla presidenza e Parlamento
La Corea del Sud ha votato per eleggere il nuovo presidente e per ritrovare la stabilità, a sei mesi dal drammatico e maldestro tentativo di imporre la legge marziale da parte di Yoon Suk-yeol, il capo dello Stato deposto a inizio aprile.
Gli exit poll danno in vantaggio - con il 51,7 per cento - Lee Jae-myung, candidato del Partito democratico, seguito - con il 39,3% - da Kim Moon-soo, esponente del People Power Party (che Yoon ha lasciato il mese scorso).
Anche i sondaggi davano Lee, avvocato di 61 anni, alla sua seconda corsa presidenziale dopo la sconfitta del 2022 ad opera proprio di Yoon, in vantaggio.Se le prime indicazioni si riveleranno corrette, dalla crisi potrebbe nascere un periodo senza precedenti per il Partito democratico che per la prima volta si troverebbe a iniziare un mandato presidenziale di cinque anni abbinando il pieno controllo dell’Assemblea nazionale di Seul. Il Partito democratico potrebbe avere carta bianca per attuare tutte le sue politiche interne ed estere, almeno fino alle prossime legislative del 2028. Alle 15 ora locale (le 8 in Italia), secondo quanto confermato dalla commissione elettorale e riportato dall'agenzia sudcoreana Yonhap, avevano già votato più di 30,5 milioni di elettori su un totale di oltre 44 milioni (69%). Il dato comprende il voto anticipato e il voto all'estero. L’ex presidente Yoon ha votato a Seul. I seggi hanno chiuso alle 20, le 13 in Italia. Oltre a Lee e Kim, in corsa per la presidenza ci sono Lee Jun-seok del Reform Party, Kwon Young-guk del Democratic Labor Party e Song Jin-ho, che si presenta come indipendente.










