In Olanda, il leader Partito della Libertà Geert Wilders ha tolto il sostegno alla coalizione di destra guidata dall’indipendente Dick Schoof. Gli alleati di governo non hanno aderito alla proposta di Wilders per un’ulteriore stretta alle politiche sull’immigrazione. “Non ho avuto altra scelta che ritirare il nostro sostegno”, ha poi dichiarato. Cade dunque sui migranti il governo che aveva promesso la politica di asilo “più severa di sempre”, per “rendere il Paese il meno attraente possibile per i richiedenti asilo”, come aveva spiegato la ministra dell’Asilo e della Migrazione, Marjolein Faber, espressione dello stesso partito di Wilders. Soddisfatti o no, per richiedenti e rifugiati le cose in Olanda non sono certo andate migliorando, anzi. L’ultimo allarme riguarda addirittura le condizioni di salute dei minori stranieri, con ritardi nelle cure mediche tali da causare danni, anche irreversibili. A denunciare decine di casi è un rapporto dell’organizzazione no-profit di pediatri Ekann, dedita all’assistenza dei bambini stranieri, che punta il dito contro centri inadeguati, come già constatato dall’Ispettorato olandese per la salute, e continui trasferimenti che impediscono il monitoraggio la continuità terapeutica.