"L'universalismo del Servizio Sanitario Nazionale è un patrimonio da preservare, soprattutto in un momento in cui la tecnologia sta rivoluzionando la medicina grazie a farmaci e presidi innovativi che stanno consentendo di curare patologie che fino a pochi anni fa erano considerate inguaribili". Questo l'appello di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), intervenendo all'Health Innovation Show, ospitato allo Spazio Field di Palazzo Brancaccio a Roma. Negli ultimi anni, ricorda il report 'Innovation starting point' presentato realizzato dalla Fondazione Mesit, sono state autorizzate in Italia innovazioni terapeutiche che stanno rivoluzionando la medicina. Tra queste, il semaglutide, un farmaco destinato ai pazienti obesi, ha mostrato risultati importanti anche nella prevenzione delle complicanze metaboliche. Mentre gli antivirali, in grado di eradicare il virus dell'epatite C in poche settimane, hanno cambiato radicalmente la storia naturale della malattia. Fondamentale anche l'introduzione della Prep (profilassi pre-esposizione), che rappresenta uno strumento efficace per ridurre il rischio di infezione da Hiv nelle persone ad alto rischio. Infine, l'impiego di farmaci biologici ha trasformato il trattamento di molte patologie reumatiche, offrendo ai pazienti un migliore controllo dei sintomi e più partecipazione sociale e lavorativa. Mentre in ambito chirurgico, l'introduzione della robotica consente oggi interventi sempre meno invasivi, con tempi di degenza più brevi e minori effetti collaterali. Tuttavia, ha avvertito Anelli, "tutto questo ha un costo e il Servizio Sanitario Nazionale deve attrezzarsi per far fronte alle sfide della medicina del futuro. L'innovazione è preziosa, ma comporta un investimento importante. Non possiamo permetterci che le innovazioni diventino un privilegio per pochi". Il nostro obiettivo, ha concluso, "deve rimanere quello di garantire pari accesso alle cure per tutti i cittadini, in ogni parte del Paese, facendo in modo che le conquiste della scienza siano sostenibili per la sanità pubblica e arrivino a tutti".