Andare su Marte? Un’idea da fantascienza. Che è ben diverso dal dire impossibile, secondo Luca Parmitano. L’astronauta siciliano dell’Agenzia Spaziale Europea è infatti convinto che “scienza e fantascienza non siano contrapposte: fra loro c’è osmosi”.

In uno dei suoi racconti preferiti, Hyperion, gli esseri umani che hanno colonizzato lo spazio sono di nuovo muniti di coda. “Quante volte, sulla Stazione Spaziale, avrei voluto averne una” confessa. “Due piedi non bastano per ancorarsi e mantenere una posizione stabile. E le due mani sono necessarie per lavorare”.

Su Marte arriveremo prima che ci rispunti la coda (forse), ma di certo non sarà facile come promette Elon Musk. Il patron dell’azienda SpaceX ha avanzato l’idea di una missione umana all’inizio degli anni ’30.

“Per arrivarci però avremo bisogno di persone capaci di pensare molto fuori dagli schemi e di concepire idee rivoluzionarie” suggerisce Parmitano a una platea di studenti delle superiori e della facoltà di Ingegneria aerospaziale della Sapienza di Roma.

Le idee attuali, infatti, difficilmente ci porteranno così lontano. L’astronauta elenca le ragioni con la precisione di un astronauta di 49 anni che dialoga con dei futuri ingegneri di vent’anni riuscendo a cancellare ogni barriera di età.