«Non è deceduta immediatamente ma al termine di un'agonia, contrassegnata dalla sofferenza; sono state rilevate quattro ferite principali e sul collo sono state riscontrate delle lesioni». È quanto emerge dall'esame autoptico eseguito sul cadavere di Martina Carbonaro, 14enne uccisa dall'ex fidanzato 19enne Alessio Tucci, reo confesso del femminicidio avvenuto in un casolare abbandonato di Afragola, in provincia di Napoli.

A dire l'ultima parola però saranno gli esiti degli esami che sono stati eseguiti oggi: sul cranio sono state rilevate quattro ferite principali, sia sulla parte frontale del cranio che nella parte posteriore. Rilevata anche una vasta frattura cranica con emorragia. I primi elementi dell’esame autoptico, però, rivelerebbero un punto fondamentale: la ragazza non è morta subito, dunque è presumibile ipotizzare che si sarebbe potuta salvare. L'esame è iniziato alle 11 e si è concluso intorno alle 16. L’accertamento è stato disposto dal sostituto procuratore di Napoli Nord Alberto Della Valle, che sta coordinando le indagini sul delitto condotte dai carabinieri. I primi accertamenti hanno confermato che Martina non è morta sul colpo, ma dopo un’agonia. La durata potrà essere stabilita solo dopo ulteriori verifiche di carattere scientifico.