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3 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:02
La freddezza con la quale il blocco euro-atlantico ha accolto la vittoria del nazionalista Karol Nawrocki al ballottaggio delle Presidenziali in Polonia spiega meglio di qualsiasi altra cosa la preoccupazione degli alleati per il futuro del Paese dell’Est Europa. Perché la conferma di un esponente del partito Diritto e Giustizia (Pis) come prima carica dello Stato rischia di aprire una crisi di governo che potrebbe travolgere l’esecutivo moderato guidato da Donald Tusk. Preso atto del risultato, il primo ministro ha infatti annunciato che l’11 giugno chiederà il voto di fiducia in Parlamento.
Una mossa rischiosa che il capo del governo ritiene evidentemente necessaria per mantenere la propria legittimità. Rischiosa perché la maggioranza vanta 242 deputati appartenenti a quattro diversi partiti su un totale di 460 rappresentanti dell’assemblea. Questo significa che il margine per ottenere il 50%+1 necessario a evitare una crisi di governo è di soli 12 scranni. Diversamente, il Paese rischierebbe di tornare a elezioni dopo nemmeno due anni di mandato. E a quel punto i tre partiti dell’ultradestra potrebbero anche trovare un accordo che, stando almeno agli ultimi sondaggi, potrebbe consegnare loro il 52% delle preferenze come coalizione. Un’eventualità che ribalterebbe il posizionamento della Polonia all’interno del contesto europeo e anche rispetto alla questione ucraina che, per motivi economici e demografici, rappresenta un tema di primaria importanza per Varsavia.











