Giuseppe Verdi l'ha scritto chiaramente nella partitura del Nabucco, quello con cui si apre il coro del ''Va' pensiero'' è un ''tutti sotto voce'' ma sentirlo intonare dai 3116 coristi che riempiono il Pala Mauro De André di Ravenna è un'emozione fortissima che investe tutti, anche Riccardo Muti, nonostante la sua proverbiale scanzonata saggezza. Si sbraccia per far abbassare i toni a quella marea di voci spinte dall'entusiasmo fino a qui da ogni parte d'Italia, e alla fine della prima gli dice ''cantante con spirito musicale''. E spiega poi quello che ha provato in quel momento: ''Mi ha insegnato che Sant'Agostino aveva ragione, vengono da ovunque e pare che siano stati sempre insieme perchè il sentimento li ha uniti, questa unità nasce dall'amore è un vero miracolo. Questa esperienza dimostra che il nostro terreno è fertilissimo ma i fiori vanno innaffiati. Le regioni, qualunque sia il loro orientamento politico, possono essere unite dal sentimento italico''.

Nella due giorni dell'1 e del 2 giugno, da solo sul palco, è più maestro che mai in questa lezione che è una chiamata collettiva alla musica ma anche ad un rito di solidarietà, di ritrovata armonia in un mondo dilaniato dalle contrapposizioni.