Cremona ha vissuto la prima notte e il primo giorno da Serie A. La promozione della Cremonese, conquistata a La Spezia nella finale playoff, ha scatenato la gioia di un'intera città, che si è riversata in piazza per celebrare un traguardo tanto sognato.
Dopo due anni, i grigiorossi tornano nella massima serie al termine di una cavalcata esaltante, chiusa con una vittoria per 3-2 in Liguria che ha riscattato le delusioni dello scorso anno, quando il sogno si era infranto proprio in finale contro il Venezia. Il gol decisivo, la sofferenza, il triplice fischio. Poi è iniziata la festa con migliaia di tifosi che hanno invaso le strade del centro e atteso con pazienza l'arrivo della squadra. Il pullman ha fatto il suo ingresso in città alle 2.30 di notte, accolto da fumogeni, cori e applausi.
La destinazione era simbolica: piazza del Comune, dove i protagonisti della promozione sono stati accolti come eroi da circa 4mila tifosi. Il primo a scendere dal bus è stato l'allenatore Giovanni Stroppa, al suo terzo salto in Serie A dopo le esperienze vincenti con Crotone e Monza.
Con lui lo staff, poi i giocatori, alcuni ancora con le maglie indossate in campo. Brindisi, canti, abbracci: la festa si è protratta fino alle quattro del mattino, mentre la piazza diventava un mare di bandiere e lacrime di gioia. Dopo la notte, è arrivato il giorno della celebrazione ufficiale. In mattinata allo stadio Zini, davanti a cinquemila tifosi festanti, il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, ha premiato la Cremonese con la coppa riservata alla squadra vincitrice dei playoff. Un altro momento carico di emozione, che ha trasformato lo stadio in una festa collettiva. Sul prato, i giocatori hanno rivissuto insieme ai tifosi i momenti chiave della stagione: le difficoltà iniziali, la rincorsa, l'impresa in semifinale e infine il successo a La Spezia. Una gioia che ha il volto di tanti protagonisti, dal portiere Fulignati, decisivo più volte, all'esperienza di Ravanelli, dalla classe di Vazquez all'energia di Nasti, fino ai gol pesanti di De Luca.






