Da Damasco, il nunzio apostolico, il cardinale Mario Zenari non conferma e non smentisce mentre è più diretta Francesca Dall'Oglio, sorella del gesuita sparito in Siria nel 2013: "Questa per me non è una notizia vera, quel corpo non è di mio fratello", dice a caldo.

Rimbalza dalla Siria la notizia del presunto ritrovamento del corpo di padre Paolo dall'Oglio, il gesuita romano scomparso il 29 luglio di 12 anni fa nel Nord della Siria, all'epoca occupato dallo Stato Islamico, dove il religioso si era recato per trattare la liberazione di alcuni ostaggi. "Il cadavere di un uomo in abiti religiosi che si ritiene possa essere quello di padre Paolo Dall'Oglio - scrive il settimanale Oggi - è stato ritrovato in una fossa comune nei pressi di Raqqa in Siria".

A chiarire i contorni del presunto ritrovamento, è all'ANSA, il vescovo armeno-cattolico di Qamishlie, mons. Antranig Ayvazian. "Non c'è nessun interesse a dire bugie su questo caso - afferma -: sono passati quasi 12 anni da quella cena e già sette anni fa avevo notato ed informato la nunziatura apostolica che, secondo mie fonti, padre Dall'Oglio era stato ucciso da un Emir (un comandante, ndr) dell'Isis, un saudita la cui confessione figurava anche sul Guardian e su un giornale arabo pubblicato a Londra, dove in prima pagina c'era questa notizia di due righe". "Questa mattina presto - fa quindi sapere il vescovo - il parroco caldeo della regione mi ha comunicato per iscritto quello che rimane della salma di padre Paolo Dall'Oglio. La fonte è un giornalista musulmano. Io ho passato questo nome all'ambasciata d'Italia e alla nunziatura apostolica".