Di possibili utilizzi per l’IA nell’ambito aziendale ce ne sono a bizzeffe ed è opinione comune tra gli esperti ed analisti che, sebbene l’Italia non brilli solitamente per propositività quando si tratta di nuove tecnologie, stavolta sembra essere intenzionata a salire sul carro quanto prima. Il motivo è che la narrazione attuale punta su di un aspetto molto importante: la necessità di ottenere i vantaggi competitivi promessi dall’AI nel più breve tempo possibile per evitare di restare tagliati fuori da un mercato che corre sempre più velocemente.
Uno dei motivi che potrebbe dare uno slancio ai progetti pratici in azienda è che i modelli iniziano a dare risultati prevedibili e concreti. «In Appian – ci dice Americo Mazzotta, VP EMA Sales di Appian – abbiamo la capacità di poter dire alle aziende quanto andranno a risparmiare e di quanto migliorerà l’efficienza già prima di iniziare a installare un sistema che sfrutti gli agenti AI. Questo è possibile per quei casi d’uso sui quali abbiamo già molta esperienza e sono praticamente pronti da applicare».
In Italia, due di questi casi sembrano particolarmente apprezzati e hanno a che vedere con la gestione documentale. In una grande azienda che è costantemente in contatto con i propri clienti, per esempio, un sistema di agenti AI legge le mail, le cataloga, organizza nel modo corretto i documenti contenuti e poi fa partire un processo interno volto a concludere la pratica. Le azioni finali sono sempre in capo a un essere umano, ma la “bassa manodopera” è svolta in autonomia dalle macchine.






