Ieri, 2 giugno, era la Festa della Repubblica, il giorno in cui, proprio attraverso un referendum, il popolo italiano ha sancito la fine della monarchia. In quel lontano 1946 vi fu la prima votazione a suffragio universale, alla quale parteciparono anche le donne. Dopo 79 anni assistiamo oggi a un vuoto enorme che sembra separare la vita reale dalla politica e dalle istruzioni. Fa sempre più rumore il silenzio di chi non partecipa più, di chi si sente estraneo, distante, forse anche disilluso e rassegnato al «tanto non cambierà mai niente».
La lezione del 1946 e i prossimi Referendum contro il silenzio democratico
L’8 e il 9 giugno siamo chiamati a esprimerci su temi fondamentali, che toccano il cuore del nostro vivere comune. La possibilità di cambiamento non va sprecata







