Che cosa c’entra un marocchino che, per sua stessa ammissione, macina 90 chilometri per andare a comprare della droga con un caporal maggiore dell’esercito? Nulla, sostiene Rosario La Bella, il militare di 43 anni, che però per il tentato omicidio del nordafricano si trova nel carcere milanese di San Vittore dal 2 agosto 2024. Questa storia dai «contorni di incertezza e di dubbio», come ammetteva lo stesso gip Stefano Storto nell’ordinanza di arresto, non si è chiusa per la via più breve, cioè il rito abbreviato solo sulla base degli atti e con uno sconto di pena, davanti al gip Riccardo Moreschi. Gli avvocati Domenico Meddis e Bruno Ganino lo avevano chiesto, condizionandolo all’audizione di un’amica dell’imputato pronta a testimoniare che la sera del tentato omicidio a colpi di pistola, il 27 marzo 2024, a Cividate al Piano, lui fosse a cena da lei.