Un incubo ad occhi aperti terminato solo nei giorni scorsi con la liberatoria sentenza della corte d'Appello di Firenze che ha disposto la sua reintegra sul posto di lavoro e un indennizzo: aveva infatti perso il posto di lavoro a tempo indeterminato, solo per aver «aiutato» un ciente. E in primo grado il Tribunale di Lucca aveva bocciato il suo ricorso.