Lui aveva dato parere espressamente contrario e si trattava inoltre di «spese straordinarie», sia perché non previste dagli accordi di divorzio con l’ex moglie sul percorso di studi del loro figlio all’estero, sia per la rilevanza dell’importo (laurea e master negli Usa). Ma, nonostante questo, un manager romano è stato condannato a versare poco meno di 20mila euro dalla prima sezione del Tribunale civile perché comunque, è la sintesi del ragionamento dei giudici, «ha la disponibilità economica per farlo».
Roma, padre divorziato «condannato» a pagare l'università al figlio in Usa: «Se lo può permettere»
Il Tribunale civile rigetta il ricorso di un manager romano che contestava la scelta di un ateneo negli Usa: «Rientra nelle sue possibilità economiche»






