ISOLA DI PIANOSA (Livorno) - Le porte delle celle dell’ex carcere di massima sicurezza dell’isola di Pianosa sono ferme. Arrugginite, si chiudono a fatica. Eppure, tra il 1856 e il 1998, venivano aperte ogni mattina e ogni pomeriggio per l’accesso all’ora d’aria. L’unica possibilità di «uscita» concessa a brigatisti, capimafia e latitanti. Tutti detenuti nella casa circondariale ora abbandonata. Eppure, non del tutto disabitata. Dentro, a nidificare e cacciare, oggi ci sono diversi esemplari di barbagianni. Rapaci notturni tornati sull’isola dell’arcipelago toscano grazie a un progetto di reintegrazione curato da fondazione Una e Federparchi.
Il barbagianni rinasce nelle celle di Pianosa che ospitarono terroristi e boss mafiosi
Una decina di esemplari ha cominciato a riprodursi e a ricostituire le basi di una popolazione che ha un importante ruolo nella conservazione della biodiversità ma che era scomparsa per l'eradicazione della sua preda principale







