Bruciore agli occhi, pelle irritata, tosse. A volte anche mal di stomaco, vomito e sangue nelle feci. In alcuni casi possono subentrare sintomi più gravi come difficoltà respiratorie, broncospasmo, dispnea, ipossia. Le intossicazioni da cloro non sono da sottovalutare, anche perché non sono affatto rare. Purtroppo non è un caso isolato quanto avvenuto ai cinque bambini che domenica scorsa sono finiti in ospedale dopo un bagno in una piscina in un impianto nella zona della Borghesiana, alla periferia della Capitale. “Le intossicazioni da cloro sono molto frequenti, specialmente in questo periodo dell’anno, quando riaprono le piscine”, conferma Carlo Locatelli, past president della Società Italiana di Tossicologia (Sitox) e responsabile della UO Tossicologia del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, Centro Nazionale di Informazione Tossicologica.

I primi segnali

“Bisogna fare attenzione ai primi segnali, specialmente nei casi in cui vi è un interessamento dell’apparato respiratorio, che molto spesso riguarda bambini già vulnerabili, come gli asmatici”, sottolinea l’esperto. “In questo caso è importante intervenire prontamente”, aggiunge. Non ne sono immuni neanche gli adulti, anche se le intossicazioni da cloro più frequenti che li riguardano sono quelle che avvengono all’interno delle mura domestiche. “Molto spesso con gli adulti ci capita di dover affrontare casi di intossicazione da cloro legati alla cattiva abitudine di mescolare insieme prodotti per la pulizia di casa, come candeggina, acido muriatico o altro”, aggiunge Locatelli.