Si è chiuso oggi a Torino il processo nei confronti di Pietro Costanzia di Costigliole il giovane rampollo di una famiglia nobiliare – il titolo è quello di conte – accusato di tentato omicidio dal 18 novembre 2018 quando in via Panizza aggredì con un machete Oreste Borelli (imputato per lo spaccio di droga e vittima perché ferita), tranciandogli una gamba.
Zahara Bao Rider con l'avvocato Manuel Perga all'uscita dal tribunale di Torino, foto Andrea Bucci
La giudice Ombretta Vanini ha condannato (in abbreviato) a 12 anni e 6 mesi Pietro Costanzia (avvocato Wilmer Perga), e a 8 anni e 10 mesi il fratello Rocco (avvocati Giuseppe Del Sorbo Salvo Lo Greco). Condanna a dieci mesi per la fidanzata spagnola di Pietro, Zahara Bao Rider (avvocato Manuel Perga) imputata per aver favorito l’ingresso in carcere di un telefonino. Assolto, invece, il padre Carlo (Wilmer Perga). All’uscita dall’aula l’avvocato Wilmer Perga commenta amareggiato: «È una sentenza sproporzionata perché non tiene conto del risarcimento: sembra si sia voluto comminare una pena esemplare».
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Altri imputati hanno patteggiato: Fabio Raimondo e Stefano Beccu a 3 anni e 4 mesi ciascuno; un anno e 3 mesi per Fulvio Muccilli e 10 mesi per Oreste Borelli (vittima) assistiti dai difensori Gianni Iacono, Debora Cavallo, Alessandro Bellina e Patrizia Godino.






