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Dopo che il crollo di una porzione del ghiacciaio del Birch nel canton Vallese, in Svizzera, ha distrutto quasi completamente il paese di Blatten, precedentemente evacuato, milioni di tonnellate di detriti bloccano il deflusso del fiume Lonza, e c’è il rischio di un’esondazione.
Il fiume ha creato un bacino temporaneo dietro alla massa di rocce, terra e ghiaccio che si è depositata nell’area del paese, perché le sue acque non riescono più a fluire verso valle: il livello nella notte è salito anche di tre metri ogni ora. Quella massa d’acqua potrebbe trovare una via per defluire in modo “naturale” e senza causare danni, oppure farlo in modo caotico e dirompente, mettendo a rischio le abitazioni più a valle. Al momento la prima ipotesi sembra più probabile, ma non si può escludere la seconda.
Le autorità svizzere, le squadre di soccorso e l’esercito non possono fare molto: da mercoledì sono arrivate nella zona, ma l’area dove si sono raccolti i detriti è troppo pericolosa per operare con mezzi pesanti. Non si può quindi scavare un canale per far defluire le acque: si temono nuove frane, la base del terreno è instabile e parte dei detriti cadendo è risalita sull’altro lato della valle, e ora potrebbe tornare ancora giù.











