Una scossa di magnitudo 3.1, una colata di detriti di tre milioni di metri cubi di rocce, fango e materiale venuto giù dalla montagna e un intero villaggio praticamente scomparso, cancellato. In più ora l'allarme per un lago, venutosi a creare all'improvviso, che insieme al fiume Lonza che potrebbe evacuare minaccia le dinamiche di un'intera vallata. Quello che è accaduto alle 15.30 di ieri in Svizzera non è solo un distacco - che era stato parzialmente previsto - di grande parte di rocce, detriti e del ghiacciaio del Birch - ma è anche un gigantesco avvertimento di quello che potrebbe succedere sulle nostre Alpi in sofferenza che a causa di temperature sempre più elevate sono oggi sono estremamente fragili, con una salute in costante declino. Nel primo pomeriggio è avvenuto un crollo, forse dettato da una frattura, che ha fatto cadere tutto a valle, sommergendo boschi e abitazioni.
Svizzera, la frana di ghiaccio si abbatte sul villaggio
La causa attuale del crollo non è chiara: è dal 15 maggio che avvenivano ripetutamente distacchi, dovuti da frane, di parte della parete e di detriti, ma è noto come anche quell'area della valle di Lötschental fosse già soggetta nel tempo - come tutto l'arco alpino - a cambiamenti collegati alla crisi del clima. In pochi istanti, nella valle Svizzera è cambiato tutto: il piccolo villaggio di Blatten, evacuato per precauzione dopo i primi distacchi già una settimana fa, ora non c'è più. Le prime stime dicono che è stato distrutto al 90%: il fango e i detriti hanno inghiottito e sommerso le strade, le infrastrutture e le case di quasi 300 persone, tutte in salvo, tranne per un disperso di 64 anni che ancora non si trova.










