Chi sa fa, chi non sa insegna. Massimo Marconi, morto nella sua Milano lo scorso 26 maggio a settantanove anni (vi era nato il 13 giugno 1945), faceva e insegnava. Dal 1971 al 1996 ha lavorato nella redazione di Topolino (in seguito è stato collaboratore esterno come sceneggiatore), è stato caporedattore e supervisore di soggetti e sceneggiature da metà anni Ottanta. Al tempo stesso un ottimo scrittore e un correttore di storie altrui, contribuendo in questo modo a forgiare una nuova generazione di autori. Così lo ha ricordato su Facebook lo sceneggiatore Rudy Salvagnini, ancora adesso collaboratore del settimanale disneyano: «Ricordo bene le tante volte in redazione a parlare di soggetti in confronti che talvolta diventavano quasi scontri, ma sempre attraverso la forza del dialogo e delle argomentazioni. Era così intelligente e sicuro di sé da non avere mai avuto problemi ad accettare di rivedere le sue posizioni, se riteneva valide le tue argomentazioni. E lo era altrettanto da riuscire spesso a convincerti che aveva ragione lui». Da interno, erano quasi sempre sue le storie promozionali di Topolino: ad esempio, tanti ragazzini degli anni Ottanta hanno scoperto il minivolley grazie alla sua «Minivolley Story» (del 1983, disegnata dal Maestro Disney Giorgio Cavazzano) o una bici all’epoca alternativa leggendo «Qui, Quo, Qua e le gioie del BMX», del 1985 (ancora disegni di Cavazzano). Avventure, anche se su commissione, sempre ben scritte, a volte piccoli capolavori come, sempre disegnate da Cavazzano, «Topolino e la Spada Invincibile» (1989) e il suo sequel, «Topolino e la spada del tempo» (1990), per la Federazione Italiana Scherma. Un gioiellino anche la divertentissima «Paperinik e il mistero di Tuba Mascherata» (1987), disegnata da un altro Maestro Disney, Massimo De Vita, con Paperone che, con scarso successo, prova a diventare Tuba Mascherata, supereroe con l’unico scopo di proteggere il suo deposito dai Bassotti, e infatti Paperinik (alias Paperino) e Paperinika (alias Paperina) scoprono subito la sua identità segreta, ma, in uno slancio di sensibilità, non lo fanno sapere al vecchio fantastiliardario. O anche «La strada» (1991), al tempo stesso parodia e omaggio al film omonimo di Federico Fellini, premio Oscar nel 1956 (Topolino è Il Matto, Minni è Gelsomina e Gambadilegno Zampanò), con i disegni di Cavazzano, nel quale compaiono il regista e la moglie Giulietta Masina, che all’epoca avevano molto apprezzato la storia. Nel 1986 sempre su disegni di Cavazzano, scrive «Topolino in... Pista»! con l’incontro tra il regista e attore Maurizio Nichetti e Topolino. «Conducevo su Rai Uno il programma “Pista!” (in onda negli studi di Torino) nel quale per la prima volta venivano trasmessi in tv i cortometraggi d’animazione della Disney. – ha ricordato Nichetti allo scorso Torino Film Festival – E così la Mondadori, che allora pubblicava Topolino, mi ha reso protagonista di una storia nella quale interagivo con il Topo, storia disegnata dal più grande Disney Italiano. Ne sono orgoglioso: quando i bambini ti riconoscono e ti fermano per strada, tutto passa in secondo piano».
Massimo Marconi, ci ha lasciati un Gigante Disney
Caporedattore di Topolino, per anni, oltre a scrivere storie, ha supervisionato soggetti e sceneggiature di altri autori







