Le materie critiche, l’energia, il nucleare. E pure una delle strade principali di Samarcanda che si chiamerà “via Roma”. È stata simbolica, oltre che «particolarmente concreta», la prima visita ufficiale di Giorgia Meloni in Uzbekistan. La premier ha portato a a casa intese che mobiliteranno oltre «tre miliardi» di investimenti nel paese centrasiatico con cui si sono «rapporti antichi» ai quali oggi si vuole imprimere un cambio di passo, come ha sottolineato anche il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev. Che ha scortato Meloni, nel blitz di meno di 24 ore, alla scoperta della città, una delle tappe della storica via della Seta.

Concluse 14 intese

Il momento è quello delle crisi internazionali, cui vanno date «risposte collettive», hanno sottolineato i due leader nella dichiarazione congiunta che ha accompagnato 14 intese: si spazia dall’agricoltura alle materie prime critiche, dal nucleare (c’è Ansaldo energia in pista) alla cultura (in campo già le università di Pisa e della Tuscia), ma anche le energie alternative, con nuove collaborazioni con il Politecnico di Torino. E memorandum e accordi sono stati sottoscritti anche con Sogesid, Cdp e Danieli (per il settore metallurgico). Samarcanda «è il crocevia tra Europa e Asia», ha sottolineato Meloni dopo un’ora di faccia a faccia con Mirziyoyev. Una connessione che va «rafforzata», si enfatizza anche nella dichiarazione che è giunta dopo che anche l’Unione europea ha spostato l’attenzione sull’area, con il vertice di inizio aprile.