E’ iniziata in Uzbekistan la prima visita in Asia centrale di Giorgia Meloni. Una missione “strategica” per allacciare ancora più stretti rapporti con un’area che storicamente è “ponte naturale” tra Occidente e Oriente. Intese dall’energia alle materie prime critiche, ma anche accordi commerciali, saranno sul tavolo di una tre giorni che porterà la presidente del Consiglio anche ad Astana (di inizio marzo la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel 2023 era stato a sua volta anche in Uzbekistan), dove si terrà pure il primo incontro a livello di leader tra Italia e Asia centrale.
Il bilaterale con il presidente dell’Uzbekistan
Nella città uzbeka la premier si fermerà meno di 24 ore, giusto il tempo di un bilaterale con il presidente dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev, con cui rafforzerà il partenariato strategico con una dichiarazione congiunta che si focalizzerà anche su industria, ambiente, risorse idriche, agricoltura, connettività e infrastrutture. Ma pure migranti, difesa e sicurezza. I russi sono parecchi in città, e sono i principali interlocutori economici dell’area, anche in Kazakistan, insieme alla Cina.
Seconda tappa in Kazakistan
L’Italia però si piazza già al terzo posto tra i partner commerciali di Astana, seconda tappa della missione di Meloni, che vedrà anche la presenza di diverse aziende (da Cdp a Sace e Simest, l’Ice, Ansaldo o Maire, gruppo specializzato in tecnologie per la transizione energetica). Nella capitale kazaka Meloni avrà un’agenda fitta, concentrata nella giornata di venerdì: prima l’intervento all’annuale International Forum (“Connecting Minds, Shaping the Future” il tema di quest’anno), poi bilaterale con il presidente del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev, che si chiuderà con una dichiarazione congiunta sul Partenariato Strategico e la firma, a margine, di accordi sempre focalizzati su infrastrutture, energia, materie prime critiche, piccole e medie imprese.













