In che modo la mente pensa a qualche cosa di più alto? Come mai l’uomo ha fede? Perché alcune persone sono più predisposte a credere rispetto ad altre? Lo psichiatra Vittorino Andreoli, abituato a studiare i meccanismi del pensiero, cerca di rispondere a queste domande nel suo ultimo libro: ‘Il cervello che guarda il cielo’ (ed. Piemme).

Riflessioni che toccano molte persone, visto l’interesse e la commozione suscitati dalla morte di Papa Francesco e l’elezione di Leone XIV. Due eventi che hanno riempito piazza San Pietro in un tempo di chiese vuote. Capire il trascendente significa comprendere qualcosa che va al di là dell'esperienza sensoriale, della percezione fisica e dei limiti della realtà tangibile. È l'esplorazione di ciò che è "al di sopra" o "al di là" della nostra esperienza quotidiana.

La morte di Papa Francesco

Non esistono prove concrete dell’esistenza di Dio. E proprio l’interesse per la morte di Bergoglio ha fatto emergere quella che Andreoli definisce una reazione emotiva e affettiva. Due elementi che avvicinano l’uomo alla fede. Perché, come ricorda Andreoli, il Pontefice dava sicurezza, era un punto di riferimento fuori dal comune.

Vittorino Andreoli: "Nessuno si salva da solo, per stare bene abbiamo bisogno degli altri"