Ci caschiamo sempre. L’ennesimo teen slasher dalla trama e dai tropi fin troppo familiari ha colpito ancora: Fear Street: Prom Queen non è niente di che, ma ci piace lo stesso, complice il fascino camp del prom movie e quello intramontabile degli anni ‘80. Fear Street 4 è preceduto dai tre capitoli che lo hanno inaugurato su Netflix nel 2021, realizzati da Leigh Janiak (Honeymoon), un trittico ambizioso e di impronta metacinematografica che si ispirava ai romanzi soprannaturali di RL Stine, ambientato nella cittadina maledetta di Shadyside nel 1666, 1978 e 1994. Prom Queen ha in comune con il resto del franchise il titolo, la collocazione e qualche vago riferimento. I fatti si svolgono nel periodo a metà tra Parte 2 e Parte 1, in una versione del presente nel quale la magia nera non aleggia implacabilmente sulla città e i peccati ancestrali della famiglie locali non risalgono a secoli addietro. Nel caso dell'adolescente Lori sono piuttosto recenti: molti credono che sua madre abbia ucciso il fidanzato, il che non l'ha resa popolare a scuola.

Outsider bullizzata dall’immancabile trio di mean girl del liceo, Lori è interpretata da India Fowler e viene presentata come secchiona e impopolare. Stranamente, non lo sembra affatto, anzi è anche convenzionalmente carina. A parte questa premessa poco verosimile, per il resto storia e personaggi rientrano senza sbavature nella ricetta dello teen slasher convenzionale e nel tipico prom movie americano. Per sfuggire al suo stato di reietta del liceo, Lori decide di candidarsi a reginetta della scuola, senza avere un vero piano per riuscirvi, supportata solo da un’improvvisa autostima scaturita dal nulla. Nel farlo, si mette contro la queen bee eletta, Tiffany Falconer (Fina Strazza), una ragazzina arrogante e prepotente che maltratta amiche e fidanzato e minaccia chiunque non la idolatri ciecamente, dotata di una coppia di genitori più ossessionati di lei dalla corona di regina del ballo.