Si è chiuso il ventesimo collocamento del Btp Italia. Oggi era l'ultima giornata per la sottoscrizione del titolo indicizzato all’inflazione italiana ed era riservata agli investitori istituzionali mentre le passate tre giornate erano state dedicate agli individuali. Gli istituzionali hanno sottoscritto 2,257 miliardi di euro. La cifra si va ad aggiungere ai 6,52 miliardi raccolti grazie alla domanda retail chiusa ieri, per un totale complessivo dell'emissione pari a 8,77 miliardi di euro. In occasione del precedente collocamento, risalente al marzo 2023, l'emissione raggiunse complessivamente i 9,916 miliardi. Intanto questa mattina il Tesoro si è espresso sul livello della cedola confermandola sui valori comunicati lunedì: la cedola annuale sarà all’1,85%. La durata di questo strumento è medio-lunga e pari a 7 anni (giugno 2032). A chi tiene il Btp Italia in portafoglio fino a scadenza (e lo ha acquistato durante l’emissione) sarà riconosciuto un bonus fedeltà dell’1%. La cedola sarà pagata semestralmente a differenza di quanto previsto da altri strumenti come per esempio il Btp Valore che distribuisce i proventi ogni tre mesi. Il rendimento effettivo dipenderà dall'andamento dell'inflazione italiana, misurata dall'indice Foi (Indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi). La rivalutazione avviene semestralmente sia per le cedole sia per il capitale. Il calcolo dunque tiene conto della cedola garantita, della rivalutazione legata all’inflazione. Oltre al meccanismo di rivalutazione dell’inflazione, questo strumento prevede anche una tassazione favorevole: 12,5% contro il 26% di altri strumenti come azioni e fondi. I Btp sono inoltre esente dalle imposte di successione e, come previsto dalla legge di bilancio 2024, concorrono all'esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato.