Undici anni fa l’omicidio di Silvana Allasia per mano del convivente ha riempito le prime pagine dei giornali. Poi è caduto il silenzio. Ma, mentre le luci dell’attualità si spegnevano, i due figli di Silvana, di 7 e 10 anni, che avevano assistito all’uccisione della mamma, hanno cercato di vivere. «Sono vittime superstiti del femminicidio», dice la zia Agnese che, insieme al marito e ai suoi figli, nel giro di pochi minuti ha deciso di chiedere l’affido dei nipoti. «La forza e la conferma di questa scelta sono in ogni notte e in ogni giorno, dediti a salvare due bambini distrutti fisicamente e interiormente dalla violenza vista e subita». Racconta che quel male è dentro odori, rumori, immagini che scatenano ricordi ancora oggi, «al punto che rimangono incastrati nel passato o, al contrario, cercano di rimuoverlo».
Zia Agnese Allasia e il marito: «Contro i femminicidi vanno ascoltati i bambini»
La sorella di Silvana, uccisa 11 anni fa dal convivente, ripercorre la vicenda e insiste sulla prevenzione. Subito dopo l’omicidio ha chiesto in affido i due nipoti distrutti dalla violenza di cui sono stati testimoni









