«Prima di tutto la fiaba è per il bambino uno strumento ideale per trattenere con sé l’adulto», scriveva quel grande maestro di vita che è stato e continua a essere Gianni Rodari. Perché se durante il giorno la mamma è sempre tanto occupata e il papà «appare e dispare secondo un ritmo misterioso», quando si avvicina il momento della storia della buonanotte, «mentre il fiume tranquillo della fiaba scorre» tra genitore e bambino, è tutto diverso. Ecco perché l’ultima storia della giornata, quella che accompagna i più piccoli nel mondo dei sogni, traghettandoli verso il nuovo giorno che verrà, ha un’importanza fondamentale. Prima di tutto nel dare serenità, cementare certezze e creare i presupposti che, per lo meno nell’intervallo della notte, tutto andrà bene. Anche per questo, per aiutare i genitori e accompagnare i bambini nel delicato passaggio al sonno, è stata pensata la nuova collana Storie della buonanotte, in edicola da oggi con Repubblica.
Curata da Anna Mainoli e ispirata a una fortunata serie americana, è composta da brevi storie, in parte in rima, poco scritte e molto disegnate: avventure di personaggi che non possono non ispirarci simpatia — ci un orso, un treno, un cane, ovviamente un gatto e tutti gli animali della fattoria — e che al termine della loro giornata finiranno per addormentarsi proprio come faranno, o dovrebbero fare, i piccoli lettori. Sì perché queste storie, accompagnate in chiusura da una serie di tavole da colorare, sono scritte in stampatello maiuscolo, con alcune parole messe più in evidenza con colori o caratteri diversi, allo scopo di consentire anche ai bambini in età prescolare di riconoscere lettere e qualche prima parola. Ma la collana si rivolge anche ai genitori.






