L'ennesima speranza di un cessate il fuoco a Gaza e di un ritorno a casa degli ostaggi israeliani è svnita dopo essere stata appesa a un filo. Per qualche ora, questa sera, si era sperato in una svolta: Israele aveva fatto trapelare il suo via libera al piano dell'inviato americano Steve Witkoff, e la televisione Al Arabiya aveva dato la notizia che anche Hamas aveva accettato. Poi è arrivata la smentita: la proposta di Donald Trump per la tregua a Gaza, che Washington sostiene abbia ottenuto il consenso di Israele, "non risponde alle richieste del nostro popolo", ha dichiarato all'Afp Bassem Naim, uno dei leader in esilio di Hamas. Secondo Naim, la risposta di Israele "significa in sostanza la perpetuazione dell'occupazione, la prosecuzione degli omicidi e della fame, anche durante il periodo di tregua temporanea", senza soddisfare le principali richieste di Hamas, tra cui "la fine della guerra e della fame". Nonostante ciò, Naim ha aggiunto che la leadership del movimento sta "esaminando con grande senso di responsabilità e patriottismo" come rispondere alla proposta. L’ultima proposta di Witkoff prevedeva il rilascio di 10 ostaggi israeliani e la restituzione di 18 corpi – metà il primo giorno di tregua e l’altra metà il settimo – in cambio di un cessate il fuoco di 60 giorni. Israele, dal canto suo, dovrebbe consegnare le salme di 180 palestinesi, rilasciare 125 ergastolani e 1.111 abitanti di Gaza arrestati dopo l’attacco del 7 ottobre.
Gaza, la tregua non si fa. Israele dice sì alla proposta di Witkoff, Hamas rifiuta
L'ennesima speranza di un cessate il fuoco a Gaza e di un ritorno a casa degli ostaggi israeliani è svnita dopo essere stata appesa a ...










