'Accuse infondate" fatte da Ue e Nato sul coinvolgimento di Pechino nelle questioni di sicurezza, sostenendo che un attacco informatico contro il ministero degli Esteri della Repubblica Ceca sia legato a una organizzazione di hacker associata alla Repubblica popolare.

Un portavoce della missione cinese a Bruxelles, in una nota, ha rilevato che Pechino "si è sempre opposta fermamente e ha represso ogni forma di attacco informatico, nel rispetto della legge, e non incoraggia, sostiene o tollera attacchi hacker".

Tuttavia, in base alle regole concordate in ambito Onu, "il tracciamento degli attacchi informatici deve basarsi su prove concrete. La Cina non accetterà mai che le parti interessate utilizzino questioni di sicurezza informatica per diffamare e infangare la Cina senza alcuna prova". Al contrario, Pechino si considera "tra le principali vittime di attacchi informatici. Da diverso tempo, programmi dannosi dall'estero hanno lanciato aggressioni online su larga scala contro governo cinese, università, istituti di ricerca, grandi aziende e infrastrutture chiave, causando gravi danni alla sicurezza nazionale, allo sviluppo economico e sociale". La Cina, ha concluso il portavoce, "ha sempre sostenuto che tutte le parti dovrebbero rafforzare la cooperazione con dialoghi bilaterali o assistenza giudiziaria sulla base del rispetto, dell'uguaglianza e del reciproco vantaggio per affrontare congiuntamente le minacce alla sicurezza informatica", condannando la "manipolazione" sulla sicurezza informatica "per servire i propri ristretti scopi geopolitici".