Sede straordinaria per la riunione del Consiglio di Unioncamere del Veneto, ospitata alla Casa di Reclusione femminile della Giudecca a Venezia, con una visita di una delegazione, tra cui il presidente Antonio Santocono, il segretario generale Valentina Montesarchio, il coordinatore dei segretari generali delle Camere di Commercio Roberto Crosta e alcuni imprenditori e rappresentanti di categoria.
"In carcere c'è bisogno, soprattutto, di assenza di pregiudizi - ha commentato la direttrice della Giudecca Mariagrazia Bregoli - e la presenza in carcere del Consiglio di Unioncamere del Veneto, che è la casa delle imprese, è stata un segnale importante.
Perché il lavoro è dignità e sicurezza per tutti.
Se chi esce dal carcere lo fa con un bagaglio di competenze, con una professionalità e con dignità, non tornerà a delinquere".
Santocono ha ricordato che "Unioncamere del Veneto collabora attivamente con il Provveditorato regionale della Amministrazione penitenziaria per il Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige del Ministero della Giustizia come componente della Commissione regionale per il lavoro penitenziario, ed è impegnata nella promozione del lavoro come strumento di rieducazione e reinserimento sociale dei detenuti e nella valorizzazione delle lavorazioni penitenziarie. Nella nostra regione ci sono più di 100.000 offerte di lavoro inevase, promuovere un'economia inclusiva e sostenibile significa considerare il lavoro penitenziario come risorsa anche per le imprese, grazie alla Legge Smuraglia".






